Ciao mondo!!

22 luglio 2009

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Scoperti 15 bug in Ubuntu

19 luglio 2009


Mi ero completamente dimenticato di postare questa notizia, eppure sono anch’io un appassionato di ubuntu che trovo magnifico.

Sono stati trovati 15 bug presenti nel kernel di ubuntu e, devo dire, anch abbastanza gravi. Permettevano ad un utente abbastanza “colto” di usare la vulnerabilità delle schede di rete e1000 a proprio piacimento.
Non preoccupatevi però, sono stae subito rilasciate le patch per risolvere queste falle sia per ubuntu 8.04, ubuntu 8.10 e per l’ultimissima versione 9.10.
Quindi se avete aggiornate recentemente il sistema avete già installato tutto e potete stare tranquilli : )

VI lascio la lista di tutti e 15 in bug (in inglese)

Le connessioni a banda larga superveloci

19 luglio 2009


Partono finalmente le prime connessioni a banda larga mobile ad una velocità di download di 28 Mbps e 5,8 Mbps in upload. La città di Milano è stata selezionata per effettuare l’anteprima mondiale, mentre ad ottobre l’esperimento verrà esteso anche a Roma. La nuova connettività sarà testata dalla Telecom Italia Mobile.

La banda larga mobile, attraverso le antenne Hspa, raggiunge per la prima volta al mondo la velocità di trasferimento di 28 Mbps grazie ad i servizi Tim lanciati a Milano e ad ottobre sarà la volta di Roma per proseguire al raggiungimento della massima velocità teorica. Anche Vodafone e 3 si stanno attrezzando verso la soglia dei 20 Mbit.

Telecom Italia ha precisato l’utilizzo di infrastrutture Ericsson dotate di tecnologia di antenne MIMO (Multiple Input Multiple Output), che sarà una delle tecnologie fondamentali per la realizzazione della banda larga mobile di quarta generazione. Dopo la capitale italiana, Telecom ha intenzione di effettuare il passaggio dal 3G al 4G gradualmente in tutto il territorio nazionale.

E’ importante sottolineare che la velocità segnalata è relativa alla massima velocità di cella, la quale viene divisa per le connessioni a quella stessa cella. Un recente test di Altroconsumo afferma che attualmente la banda larga mobile si attesta intorno agli 1,5 Mbps e perde il confronto con la migliore tecnologia WiMax.

Fonte Trackback

PS. Mi scusa per aver semplicemente fatto copia e incolla ma in questi giorni non sto avendo tempo e sto un po nervoso per problemi miei

l’"eterna" giovinezza

16 luglio 2009


UN TESORO ambivalente, che da un lato promette di avvicinarsi all’immortalità, e dall’altro nasconde una pesante zavorra, ipotecando il sistema immunitario. L’elisir di lunga vita che gli scienziati dicono di aver trovato arriva da lontano: dall’isola di Pasqua, dove, nascosta nel terreno, è presente una sostanza che sembra in grado di sconfiggere l’avanzare degli anni. Un gruppo di ricercatori americani l’ha sperimentata con successo sui topi. Che, trattati con la sostanza, chiamata rapamicina (da Rapa Nui), hanno visto allungarsi del 38% la loro normale aspettativa di vita. Su Nature, dove è stato pubblicato lo studio, gli scienziati mostrano ottimismo, spiegando di essere fiduciosi che un giorno la rapamicina riesca a rallentare il processo di invecchiamento anche nell’uomo. Rimane però da superare un ostacolo e non irrilevante: la sostanza sopprime le difese immunitarie, rendendo sì più giovani ma anche più vulnerabili alle malattie. La rapamicina è stata scoperta per la prima volta negli Anni Settanta nell’Isola di Pasqua, nel Sud del Pacifico, ed è già usata, proprio per le sue caratteristiche di immunosoppressione, per prevenire il rischio di rigetto nei pazienti cui è stato trapiantato un organo, nonchè negli stent che tengono aperte le arterie nei pazienti cardiopatici.


Attualmente è in fase di sperimentazione anche come possibile cura contro il cancro. In questa ricerca, condotta in tre centri del Texas, del Michigan e del Maine, il farmaco è stato dato a topi di età avanzata, l’equivalente dei 60 anni nell’uomo. La loro aspettativa di vita è aumentata tra il 28% e il 38%, ma secondo i ricercatori americani l’effetto sull’uomo potrebbe essere ancora maggiore. “Studio il processo di invecchiamento da 35 anni e non ho mai visto una sostanza così promettente nel fermare l’avanzata dell’età. La rapamicina potrebbe essere proprio l’elisir di giovinezza che abbiamo sempre cercato”, dice il dottor Arlan Richardson del Barshop Institute. Dello stesso avviso il professor Randy Strong, dello University of Texas Health Science Center: “Secondo noi questa è la prima prova convincente che dimostra che il processo di invecchiamento può essere rallentato e la vita allungata con una terapia farmacologica che ha inizio a età già avanzata”. Eppure, ricordano gli scienziati, non è ancora il momento di cantare vittoria contro il tempo e imbottirsi tutti di rapamicina. Prima occorre risolvere il problema della soppressione delle difese immunitarie.


Fonte LaRepubblica.it

I suoni del cervello

16 luglio 2009


Il 17 giugno era uscita una news riportata da yahoo notizie e di seguito il 7 luglio anche il New Scientist ne ha parlato.

A una parte di tale esperimento si riferisce il video in alto nella homepage in cui è possibile vedere che le aree del cervello oscillano su frequenze diverse individuando per es. zone discordanti o “stonate” che in casi specifici possono indicare squilibri o patologie.

Insomma, il cervello “suona”. Dopo la risonanza magnetica (scansione cerebrale) che permette di vedere le aree cerebrali, la “sonorità” sembra essere un condizione ancora più profonda o basica di espressione di coerenza o incoerenza cerebrale. Proprio come uno strumento musicale accordato, da accordare, scordato…

Come testimoniano i ricercatori del Dipartimento di Scienze cliniche Luigi Sacco dell’Università degli Studi di Milano: “Un metodo diretto per ottenere informazioni sulla struttura di un sistema consiste nel perturbarlo direttamente, per poi esaminarne la vibrazione, la cosiddetta frequenza naturale. Per esempio, istintivamente – spiegano – battiamo con le nocche sulla superficie di un oggetto per capire se questo è cavo o pieno”.

Quindi anziché guardare solo la scansione da ora in poi si rende possibile ascoltare il cervello – sottolinea il New Scientist (e in seguito chissà anche gli organi, ndr) e questa può essere una vera e propria rivoluzione nel campo delle neuroscienze. Certo il fantomatico autore biblico che ha affermato: «E primo fu il Verbo», che altro non sembra che un suono coerente o splendidamente accordato, non troverebbe il fatto poi così rivoluzionario… ma la Scienza si sa, ha bisogno di scoprire laddove sembrerebbe più un “riscoprire”

Al Trinity College il cervello si ascolta per capire la schizofrenia e per la diagnosi dei disturbi psichici. Dan Loyd, infatti, filosofo del Trinity College, nel Connecticut, ha ideato un sistema ingegnoso (vedi video in alto) per ascoltare l’attività delle aree cerebrali.

“Il software – riporta Oggi Scienza ha delle analogie con i programmi di musica generativa che si basano sulle immagini – come il famoso Koan, utilizzato anche da Brian Eno – Il sistema di Loyd infatti traduce in suono le immagini fMRI (risonanza magnetica funzionale) del cervello: prima vengono identificate le regioni che si attivano in sincrono, poi viene assegnata una frequenza sonora a ciascuno di questi raggruppamenti. Il software successivamente crea della musica basandosi sulle aree attive, con un volume che corrisponde all’intensità di attivazione di ciascuna regione.

L’uso del suono (in alternativa alle immagini) per codificare l’attività cerebrale ha dei vantaggi: il nostro orecchio infatti è in grado di cogliere delle regolarità temporali che il nostro occhio non riesce a percepire – o percepisce in maniera diversa – e ci permette quindi di isolare delle componenti del segnale che restano altrimenti non osservabili”.

Fonte Scienza e Conoscenza

Camminare nell’oscurità come i pipistrelli

12 luglio 2009


L’uomo può “vedere” al buio come un pipistrello. Lo sostengono alcuni ricercatori spagnoli, i quali sono convinti che, al pari dei neri mammiferi, di delfini e balene, sia in grado di muoversi nello spazio attraverso l’udito, cioè sfruttando la cosiddetta ecolocalizzazione, un vero e proprio radar biologico. Ci vuole, però, un po’ di allenamento. Dopo un mese di test, imparando ad ascoltare il ritorno dell’eco prodotta dall’impatto delle onde sonore con gli oggetti e gli ostacoli, si riesce a camminare nella più totale oscurità. E’ sufficiente uno schiocco della lingua.

“Alcuni uomini nati ciechi ne sono capaci”, spiega Juan Antonio Martinez, ricercatore dell’Università di Alcalà nei pressi di Madrid. “Riescono a vivere normalmente e a svolgere attività come andare in bicicletta e a giocare a palla”. Uno di loro si chiama Daniel Kish, l’unico uomo cieco che ha conseguito il certificato di accompagnatore per non vedenti. Kish, sin da bambino, ha imparato ad ascoltare l’eco del suono prodotto schioccando la lingua. “Abbiamo preso ispirazione da questo caso e abbiamo provato ad addestrare degli studenti”, spiega Martinez. I risultati, nonostante la diffidenza di alcuni colleghi del ricercatore, sono stati inaspettati. Dopo solo alcuni giorni di allenamento, gli studenti avevano acquisito capacità di ecolocalizzazione e riuscivano a rilevare oggetti nella totale oscurità.

Per sviluppare questa capacità non sono necessarie particolari condizioni fisiche. “Con due ore al giorno per un paio di settimane si è in grado di distinguere un oggetto davanti, e con altre due settimanesi distinguono marciapiedi e alberi”, rivela Martinez. “Siamo animali che basano il movimento sulla vista e dimenticare le nostre inclinazioni non è semplice. Non possiamo produrre suoni con la frequenza di pipistrelli o delfini: tuttavia questa capacità potrebbe risultare utilissima per la sopravvivenza e nelle situazioni di scarsa visibilità”, concludono i ricercatori.

Fonte LaRepubblica.it

Se non fossi tanto pigro (e se non avessi gente intorno) ci proverei pure : )

Nikola Tesla

12 luglio 2009


Ieri è stato l’anniversario della nascita di un grande scienziato che era ed è avvolto da un alone di mistero e di fascino, sto parlando di Nikola Tesla.

Nikola Tesla nacque l’11 luglio 1856 a Smiljan in Croazia, dal reverendo Milutin Tesla e Djouka proprio allo scoccare della mezzanotte mentre imperversava un violento temporale. La levatrice che assisteva la madre disse che il bambino sarebbe stato “il figlio della tempesta”. (Non poteva sapere quanto fosse appropriata quell’osservazione, ndA) Infatti già all’età di tre anni si eccitava per le scintille che l’elettricità statica provocava nel pelo del suo gattino, e da allora il suo interesse per quel fenomeno non mutò fino alla sua morte, avvenuta nel 1943. Dopo aver abbandonato la famiglia si stabilì in America e iniziò a lavorare sotto il grande inventore Edison, dove acquisì esperienza e soprattutto dove conobbe le persone che influenzeranno tutta la sua esistenza. Edison basava tutte le sue scoperte elettriche sulla corrente continua, mentre Tesla aveva in mente un sistema di corrente alternata, quindi non più corrente sempre con la stessa polarità, ma invece una corrente che alterna la sua polarità con una certa frequenza fissa e prestabilita. A posteriori sappiamo quanta ragione aveva Nikola Tesla nel cercare in tutti i modi i finanziamenti adeguati, perché la corrente alternata offre vantaggi economici notevoli rispetto a quella continua. Per dimostrare la sua teoria costruì tre gruppi completi di motori a corrente alternata che utilizzavano diversi tipi di corrente alternata, il più semplice lo chiamò monofase, utilizzava due fili. Progettò inoltre un sistema bifase, che utilizzava due correnti collegate e un trifase, che ne utilizzava tre. Successivamente lo vediamo alle prese con la “bobina Tesla”, un dispositivo che utilizzava la risonanza per produrre alta frequenza, elettricità ad alto voltaggio. Al tempo stesso sviluppò un sistema di condensatore e bobina di sintonia, che è alla base di tutte le radio e televisioni moderne. Tesla brevettò la bobina Tesla e il dispositivo di sintonia radio sei anni prima che Marconi brevettasse la prima radio: purtroppo non era così bravo negli affari come quest’ultimo, che infatti lavorò assieme al governo e i militari per portare avanti le sue idee. Iniziarono, finalmente per lui, una serie di esperimenti con campi elettrici enormi, con fulmini creati in laboratorio di diverse decine di migliaia di volt che lo portarono alla costruzione di un tubo catodico e del microscopio elettronico prima ancora della scoperta degli elettroni, un tubo luminoso che emetteva raggi X e con il quale fotografava le ossa della sua mano, a luci fluorescenti senza fili. Quest’ultima invenzione per Tesla dimostrava l’applicabilità di una sua grandissima aspirazione inventiva: mandare l’energia elettrica senza fili e gratis a tutte la case del mondo attraverso l’etere. Sappiamo benissimo che ciò è tecnicamente possibile e lo vediamo tutti i giorni guardando la tv, ascoltando la radio ecc. ma non è applicabile perché l’impero economico delle multinazionali energetiche non lo permetterebbe. Come è possibile che un uomo così versatile, le cui invenzioni hanno reso possibile la nostra civiltà moderna, sia stato dimenticato? I suoi contemporanei: Edison, Marconi, Westinghouse sono entrati nella storia; invece, Tesla è ancora largamente sconosciuto. Ma continuiamo con la storia…..nel 1940 Tesla accennò ad un prototipo di laser e di ordigno al plasma che produceva particelle ad alta energia nella ionosfera. Questa teleforza sarebbe stata in grado di liquefare il motore di un aereo a 250 miglia di distanza. Il 5 gennaio 1943, in piena guerra mondiale, Tesla telefonò al Dipartimento della guerra e parlò con il colonnello Erskine, al quale offrì i segreti della sua arma. Il militare non conosceva Tesla e pensò che si trattasse di un pazzo. Tra il 5 e l’8 gennaio Tesla morì a causa di un attacco cardiaco (la data è incerta perché il corpo fu ritrovato nella piena solitudine dopo un paio di giorni). Dopo pochissimi tempo l’FBI aprì un indagine perché gli appunti di Tesla potevano in qualche modo essere pericolosi per gli Stati Uniti; fu confiscato tutto, due camion pieni di macchinari e schedari. Così, il lavoro di una vita fu dichiarato top secret e qualsiasi discussione in merito fu vietata. Ironia della sorte, il “raggio della morte” esisteva veramente: il 18 ottobre 1993, il Dipartimento americano della difesa annunciò di aver cominciato a costruire un centro di ricerche missilistiche sperimentale sulla ionosfera a Gakona in Alaska. Il centro è noto come H.A.A.R.P. (High Frequency Active Auroral Research Program) e studia le proprietà di risonanza della Terra e dell’atmosfera. H.A.A.R.P. esamina esattamente gli stessi fenomeni studiati da Tesla almeno cento anni prima. Alla fine l’ebbe vinta: la sua teleforza è stata realizzata, e sei mesi dopo la sua morte vinse la battaglia per i brevetti con Marconi: la Corte Suprema degli Stati Uniti confermò la paternità di Tesla per l’invenzione della radio.

Fonte Conosci Te Stesso
Fonte originale Nexus

Vi lascio qui 5 video che parlano dei segreti perduti da Nikola tesla, sono molto interessanti
I segreti perduti di Nikola Tesla 1/5
I segreti perduti di Nikola Tesla 2/5
I segreti perduti di Nikola Tesla 3/5
I segreti perduti di Nikola Tesla 4/5
I segreti perduti di Nikola Tesla 5/5

VLC arriva finalmente alla versione 1.0.

11 luglio 2009


E finalmente il miglior player mutlimediale arriva alla versione 1.0. VLC riproduce qualsiasi cosa, dai normali mp3 ai Divx fino addirittura ai Blueray. Tutto questo senza nessun download di codec aggiuntivi come servirebbe fare per altri player. Lo consiglio a tutti: è leggero, facile da usare, ma molto dotato. La grafica non è stelle più accattivanti, ma anche per questo lo adoro…viva la grafica spartana!

Scarica VLC 1.0 per Windows
Scarica VLC 1.0 per Mac OS X
Scarica VLC per Linux

La legge dell’attrazione

11 luglio 2009

La legge d’attrazione è, secondo Rhonda Byrne(la scrittrice di The Secret), una legge che comanda l’universo da sempre. Secondo lei, basta volere qualcosa ed ecco che questo qualcosa arriva a noi. Praticamente è come se attirassimo gli oggetti (o qualunque altra cosa) che pensiamo.
Può risultare strano lo so, ma vi assicuro che è vero e ne ho la prova ogni giorno. Mi chiedo perché alla gente pessimista accadono certe cose che sono, generalmente, brutte mentre alla gente ottimista no. Diciamo che è un effetto placebo allargato a tutta la nostra vita.
Il meccanismo (che alla fine meccanismo non è) è semplice: basta pensare e volere qualcosa che questa arriva. Iniziate con qualcosa di semplice, ad esempio pensate di voler incontrare un vostro caro amico o una vecchia conoscenza, voletelo: vi assicuro che durante la giornata o lo incontrerete, oppure qualcuno vi parlerà di lui/lei.

Alla fine la legge d’attrazione altro non è che semplice manifestazione di quello che vogliamo, gli si è dato un nome solo per diffonderla penso. Anche prima di conoscerla come legge d’attrazione io attiravo a me(anche se molto raramente perché non avevo la coscienza del fenomeno)le cose che volevo.
Vi mando alla visione del film The Secret, che è stato preso dal libro omonimo. Il libro ancora lo devo leggere, ma penso che il film basta e avanza ; )

NB: per qualunque altra informazione potete cercare su google “legge d’attrazione”, trovete tutto quello che volete. Al massimo potete anche contattarmi : )

Forse gli alieni hanno il nostro Dna

10 luglio 2009

Forme di vita extraterrestre potrebbero condividere con noi lo stesso codice genetico, dato che sono almeno dieci gli amminoacidi che, molto probabilmente, abbiamo in comune. A dirlo una ricerca sperimentale, pubblicata su Physics arXiv (Earth and Planetary Astrophysics ), condotta da Paul Higgs e Ralph Pudritz del McMaster University, Hamilton, Ontario, Canada, che si sono chiesti quali potrebbero essere le somiglianze tra forme di vita aliena ed terrestre. Per saperlo bisognerebbe trovarne almeno una, dicono, anche se ci sono evidenze scientifiche, secondo le quali i«mattoni» fondanti delle creature viventi sono gli stessi: tutte le creature viventi sulla Terra condividono, infatti, gli stessi 20 amminoacidi.

Avendo osservato che almeno 10 di questi amminoacidi sono stati ritrovati in meteoriti, formatesi prima della nascita del nostro pianeta e nei camini idrotermali, quindi in condizioni ambientali estreme, e che si tratta degli stessi «mattoni della vita»riprodotti negli anni ’50 da Stanley Miller, nel famoso esperimento fatto all’interno di una boccia, poi denominata Boccia di Miller, in cui riuscì a produrre degli amminoacidi generando scariche elettriche in un ambiente abiotico, i due ricercatori hanno ricreato in laboratorio le stesse condizioni ambientali estreme e, in diversi esperimenti sono riusciti a riprodurre un sottogruppo degli stessi 10 aminoacidi.

Il risultato ottenuto, secondo Higg e Pudritz fa pensare che, se esiste qualche forma di vita fuori dalla Terra, questa dovrebbe contenere quei 10 aminoacidi. Gli altri 10, dicono, potrebbero essersi aggiunti uno alla volta, man mano che forme di vita primordiali sulla Terra diventavano più sofisticate. Un processo che ha portato, un pò alla volta, all’evoluzione del codice genetico che potrebbe avere, quindi, una matrice universale.

Conclusioni troppo affrettate, ha commentato Darren Griffin dell’Università del Kent, UK, su New Scientist, che ha ripreso lo studio. «Le leggi della fisica – ha sottolineato – governano l’Universo ed è ragionevole dedurre che ci siano leggi universali anche per la biologia molecolare. Ma è improbabile che lo stesso codice genetico condiviso dalle creature viventi sulla Terra, sia lo stesso su un altro pianeta, anche se ci potrebbero essere delle somiglianze per quel che riguarda le molecole fondamentali, come gli aminoacidi».

Fonte LaStampa.it